Nei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) il cibo raramente riguarda solo il nutrimento. Spesso diventa il luogo in cui si intrecciano emozioni difficili da riconoscere, da tollerare o da esprimere.
Ansia, tristezza, senso di vuoto, solitudine o frustrazione possono trovare nel rapporto con il cibo una forma di espressione. A volte accade senza che la persona riesca a comprendere pienamente cosa stia succedendo dentro di sé: ciò che viene vissuto emotivamente prende forma attraverso i comportamenti legati al cibo, al corpo e al controllo dell’alimentazione. In questo senso, il comportamento alimentare può diventare un modo attraverso cui la sofferenza cerca uno spazio per essere espressa.
Il cibo come modo per regolare ciò che si prova
In alcuni momenti, mangiare può diventare un tentativo di calmare una tensione interna, di trovare conforto o di allontanare pensieri dolorosi. Il cibo può offrire una sensazione temporanea di sollievo o di distrazione rispetto a emozioni che sembrano troppo intense.
In altri casi accade il contrario: il controllo rigido sull’alimentazione, la restrizione o la paura del cibo possono rappresentare un modo per gestire emozioni percepite come troppo difficili da contenere. Il controllo può dare l’illusione di avere un punto fermo quando dentro si prova confusione, insicurezza o perdita di equilibrio.
Con il tempo, queste dinamiche possono diventare sempre più presenti nella vita quotidiana. Il cibo, il corpo e il peso possono occupare uno spazio mentale molto grande, mentre le emozioni rimangono spesso difficili da riconoscere e da condividere.
La solitudine e il peso della vergogna
I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione sono spesso accompagnati da un forte senso di vergogna. Molte persone temono il giudizio degli altri o pensano di non essere comprese. Questo può portare a vivere la propria difficoltà in silenzio, cercando di nasconderla anche alle persone più vicine.
Anche i familiari, spesso, percepiscono la sofferenza della persona amata, ma possono sentirsi disorientati. Non sempre è facile capire come affrontare il tema del cibo o del corpo senza aumentare la tensione o il senso di incomprensione.
Questa solitudine può rendere il problema ancora più difficile da affrontare.
Dare spazio alle emozioni nel percorso di cura
Per questo motivo, nei percorsi di cura dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, è fondamentale dare spazio alle emozioni e al significato che il rapporto con il cibo ha assunto nella storia della persona.
Comprendere cosa il comportamento alimentare sta cercando di comunicare può rappresentare un primo passo importante. Nel tempo, questo lavoro permette di sviluppare modi diversi e più sostenibili per riconoscere, esprimere e gestire le emozioni.
Il percorso di cura non riguarda solo il comportamento alimentare, ma anche la possibilità di costruire un rapporto più equilibrato con il proprio mondo emotivo, con il corpo e con se stessi.
Se senti che il rapporto con il cibo è diventato fonte di sofferenza, o se come familiare ti trovi a osservare con preoccupazione la fatica di una persona cara, sapere di non essere soli può essere un primo passo importante.
A La Via degli Aquiloni offriamo uno spazio di ascolto e di cura dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, per chi ne soffre e per le famiglie che desiderano capire come essere di supporto.
Puoi prenotare un primo colloquio conoscitivo gratuito: un primo passo per non affrontare tutto questo da soli.